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>_ Appunto · UX

Vado di fretta

14 luglio 2026 Bartolomeo D’Alia

Del testo negli appunti e nessun posto dove metterlo: il fastidio più stupido del mondo, preso col riflesso di chi si crede pure un UX designer. Ne è uscita una micro-utility.

L’origine

Un fastidio da tre secondi

Se avessi un centesimo per ogni volta che ho copiato del testo senza sapere bene dove metterlo, a quest’ora sarei ricco.

È il fastidio più stupido del mondo. Hai qualcosa negli appunti — due righe, un indirizzo, un pezzo di codice, un pensiero — e per salvarlo devi aprire un editor, o tenerti un’app sempre lì aperta, o installare l’ennesima utility che fa mille cose quando a te ne serviva una. Tutta questa cerimonia per un gesto da tre secondi.

Il problema era da niente. Poi mi è scattato il difetto professionale: sono un programmatore che si crede pure un UX designer, e invece di subire il fastidio come tutti mi sono chiesto — e se lo dovessi affrontare come lo risolverei?

Così è nata Vakepress. Che letto come si legge a Napoli vuol dire «vado di fretta»: esattamente lo stato d’animo per cui l’ho fatta.

Tasto destro, dove sto già

Ho del testo negli appunti. Tasto destro — sul desktop, dentro una cartella qualsiasi del Finder, di Esplora risorse — e tra le voci c’è «Salva appunti in .txt».

Niente app da aprire, niente finestra da cercare. Compare un micro-dialogo che mi propone il nome del file prendendolo dalle prime tre parole del testo. Perché il campo vuoto è una piccola tassa che paghi ogni volta, e le prime tre parole, quasi sempre, sono già il nome giusto.

Le due cose a cui tenevo

Salvare un file è facile. Ma è nei dettagli che si vede se una cosa l’ha pensata qualcuno, o se è capitata lì per caso.

Sbircia prima di salvare

Prima di salvare posso dare una sbirciata a quello che sto per mettere su disco. E se serve lo correggo lì, senza aprire nient’altro. Quello che vedo è quello che salvo.

Il file ce l’ho già

A volte il file esiste già. Allora tasto destro sul file — un .txt, un .md — e la voce diventa «Aggiungi appunti al file»: il testo si accoda in fondo, con la sua data. Non è una funzione in più, è la stessa idea applicata al caso «ce l’ho già».

>_ Mondo a 8 bit

La licenza poetica

E poi sì, sono un po’ malato di anni 80. Fosfori verdi, caratteri da terminale, il cursore a blocchetto. Non serviva a niente ma non me ne pento: un utensile che usi ogni giorno, tanto vale che ti piaccia guardarlo.

Un gesto in meno, mille volte

Non è un gran software. Ma in pochissimo tempo è nata una micro-applicazione che mi ha tolto un po’ di stress e, già che c’era, mi ha fatto pure risparmiare tempo.

Chissà che un giorno non la pubblichi sugli store, così un po’ di stress lo risparmio anche al prossimo.

Che ne dite? I piccoli bisogni di tutti i giorni, li subite, o vi fermate un attimo a risolverli?